I CLESSIDRA

I Clessidra
I Clessidra

UN MONDO DI SUGGESTIONI TRA L’ELETTRONICA E L’ETNOMUSIC

Il Malabar è una regione costiera dell’India, nel Deccan sud-occidentale, ed è da questo scenario e da questi profumi di spezie orientali che prende il nome l’album dei Clessidra “Carta Malabarica” pubblicato per l’etichetta Manza Nera. Questo lavoro del 2013 rappresenta la prima esperienza importante del gruppo che filtra la geografia reale di regioni del mondo lontane da noi, esotiche e misteriose attraverso una vena elettronica la quale lascia però inalterata la suggestione evocata da questi nomi. Il gruppo si forma nel 2008 con tutt’altra tendenza compositiva spostata verso cover e inediti rock, ma è dal 2010 che, perseguendo una via improvvisativa anche nelle situazioni live, muta il proprio sound arrivando ad un stile molto personale.

Ad oggi la band dei Clessidra è formata da Simone Nieri (batteria), Massimiliano Mori (chitarra), Andrea Pecchia (chitarra e sintetizzatori), Edoardo Petrotto (basso). Questi quattro amici continuano il lavoro di ricerca musicale improntato a musiche strumentali che fondono sonorità elettroniche, melodie orientali e suoni ambientali che richiamano paesi lontani in un impasto sonoro molto convincente. E’ una band legata ad alcune zone del territorio di Lucca come il padule di Massaciuccoli, Coreglia e Gombitelli dove hanno anche registrato alcune parti degli album ed ep pubblicati. Nell’ottobre 2013 registrano una versione live di “Carta Malabarica” in un albergo sfitto di Coreglia, registrazione che richiede una intera settimana. La loro musica si sposa anche con altre arti e infatti nei concerti utilizzano spesso proiezioni di immagini e video, alcune create da Marco Salvetti, artista, pittore e creatore del concept art di “Carta Malabarica”.

La Tunguska, la regione del Malabar in India, Giza, Baghdad, Gobleki Tepe sono solo alcuni delle regioni e territori nominati nelle canzoni dalla band. “Una sonorizzazione di mappe leggendarie scrutate sugli atlanti, tra epica, etnico ed electro-post-rock”. Al di là delle definizioni è proprio partendo dalle suggestioni del territorio della lucchesia, quello meno raccontato, e dall’esplorazione virtuale delle carte geografiche che la loro musica ci porta in un altro luogo mentale non così lontano da come crediamo ma indubbiamente ricco di fantasia e di scenari immaginari.

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