Il Ruggetto da Lucca, menestrello di corte del XIII secolo

Lucca
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Che Lucca abbia vantato in ogni epoca grandi tradizioni musicali è noto, appurato e documentato nelle varie biblioteche ed archivi storici presenti in città, passione che si estendeva oltre i confini urbani, comprendendo anche i territori delle sei miglia e del contado. E non è certo casuale che grandi compositori come Geminiani, Boccherini, Puccini e Catalani si siano potuti formare ed esprimere in un ambiente musicalmente così ricco, humus fertilissimo per lo sviluppo ed il successo di spiriti così geniali. Ma oltre a compositori universalmente famosi come i suddetti, Lucca ha annoverato anche musicisti meno noti ma che hanno saputo dare un contributo pur sempre notevole per la divulgazione e lo sviluppo dell’arte musicale. Oltre ai personaggi in campo religioso di cui si trova traccia negli archivi come “cantori” della cattedrale, elevati al rango di vere e proprie dignità ecclesiastiche nel decimo e nell’undicesimo secolo, è bene ricordare in campo civile quel Ruggetto da Lucca che si espresse in versi e in musica in lingua provenzale dal 1200 al 1230 cantando le gesta dei cavalieri medievali e la bellezza delle donne, gli episodi famosi della storia e le virtù dei santi, con autentico spirito e stile dei troubadours d’oltralpe. E’ noto questo Ruggetto, ma certamente saranno stati attivi sia in città che fuori anche altri menestrelli per la gioia ed il piacere dei signori delle corti feudali ma anche del popolo minuto. D’altra parte questo è un momento importante per l’evoluzione dello stile musicale poiché segna il graduale passaggio dal legame strettamente ecclesiastico del cosiddetto cantofermo religioso a quello stilisticamente più libero del canto figurato che si evolverà speditamente nei secoli successivi verso forme di maggiore codifica e supportate sempre di più dall’introduzione progressiva di nuovi strumenti musicali.

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