Don Giovanni il seduttore

Don_Giovanni

Una persona particolarmente incline alle conquiste femminili è un “dongiovanni”. E’ uno dei casi in cui un nome proprio per la sua forte caratterizzazione diviene comune con chiaro significato proverbiale. Di un cavaliere famoso per avventure amorose e dalle eccezionali doti di seduttore si ha notizia fin dal medioevo, ma non v’è dubbio che è stata l’opera di Mozart-Da Ponte a rendere famosa questa figura. I critici ne evidenziano le caratteristiche di conquistatore di cuori femminili, libertino, peccatore, trasgressore perverso della morale, abile invasore di talami, mai appagato né pentito; certamente tutto questo lo è, ma c’è anche un altro aspetto della personalità di Don Giovanni che non viene mai evidenziato. All’inizio del secondo atto, scena prima, Leporello, suo servo, stufo dei rischi per le avventure amorose del padrone, manifesta l’intenzione di lasciarlo, intenzione poi rientrata grazie alle quattro doppie (denaro) che il protagonista gli regala, non solo, ma gli viene addirittura proposta una nuova avventura. Don Giovanni: “Ti basta l’animo di far quel ch’io ti dico?” Leporello: “Purchè lasciam le donne.” D.G.: “Lasciar le donne? Pazzo! Sai tu ch’elle per me son necessarie più del pan che mangio, più dell’aria che spiro!” L.: “E avete core d’ingannarle poi tutte?” D.G.: “E’ tutto amore. Chi a una sola è fedele, verso l’altre è crudele. Io, che in me sento sì esteso sentimento, vò bene a tutte quante. Le donne poi, che calcolar non sanno, il mio buon natural chiamano inganno.” Dunque una missione la sua, quella di rendere felici tutte le donne, una sorta di redentore, un destino assegnatogli dalla natura, così come a Leonardo la scienza e a Dante la poesia. Incarico piacevole, salvo il non porsi mai la domanda se il principio è corretto.

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