Restaurata la camera da letto di Giacomo Puccini

Villa Puccini
Villa Puccini

Puccini definì Torre del Lago «gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, ‘turris eburnea’, ‘vas spirituale’, reggia, abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cignali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immenso. Tramonti lussuriosi e straordinari. Aria maccherona d’estate, splendida di primavera e di autunno. Vento dominante, di estate il maestrale, d’inverno il grecale o il libeccio. Oltre i 120 abitanti sopradetti, i canali navigabili e le troglodite capanne di falasco, ci sono diverse folaghe, fischioni, tuffetti e mestoloni».

Dunque Tordellago rappresentava per lui una meravigliosa oasi di pace immersa nella natura più incontaminata.

La sua tendenza ad isolarvisi è confermata da una curiosa richiesta al librettista Luigi Illica: «Caro Illica, vorrei mettere alla mia casetta di Torre del Lago un motto, un verso (corto) che voglia dire: Non mi seccate. Lasciatemi solo e tranquillo, Niente visite, Qui voglio starmene quieto, ecc. uso quello di Scarpetta al Vomero: Qui rido io. Tu col tuo laconismo caustico trovami il motto da far scrivere sulla facciata sotto la tettoia […] Pensaci e troverai sicuro».

L’inaugurazione della restaurata camera da letto avvenuta il 4 settembre è dunque un evento emozionante: viene così aperto al pubblico lo spazio più intimo dell’amato rifugio pucciniano.

Puccini giunge a Tordellago nel 1891. E sono trascorsi esattamente 115 anni da quando, nel 1900, fu inaugurata lo Villa che Giacomo Puccini amò e visse intensamente, fino a quando fu costretto a lasciarla a causa di una torbiera che rovinò il paesaggio e ammorbò l’aria, rompendo così uno straordinario incantesimo.

Puccini si dedicò dapprima al piano terreno, dove viveva con lo famiglia e dove componeva lo sua musica, specialmente durante lo notte. Sette stanze formavano il primo piano, diviso in due parti: in una vivevano i coniugi Puccini e l’unico figlio Antonio, quando c’era. Dal Iato sud altre tre stanze in tutto, più alcuni stanzini, dove vivevano i parenti che quasi sempre erano ospiti di casa Puccini (la cognata Ida era sorella di Elvira e la figliastra Fosca, figlia di primo letto di Elvira, che visse con i Puccini fino al suo matrimonio con Totò Leonardi nel 1902, per poi acquistare una casa a pochi metri da Villa Puccini).

Oggi Museo visitato da turisti provenienti da tutto il mondo, questa dimora sta tornando agli antichi splendori grazie al restauro voluto dalla nipote Simonetta Puccini e dall’Associazione “Amici delle Case di Giacomo Puccini”, partito nel 2012 con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Dopo il rifacimento del tetto e della facciata curati dalla ditta Fabio Francesconi e da Caparol GmbH, anche la camera da letto di Giacomo ed Elvira è tornata accessibile al pubblico con l’aspetto originale del 1905, quando il Maestro in persona si occupò di rinnovarne gli arredi ispirandosi al verde, al lago e alla natura rigogliosa che circondavano lo residenza.

La camera da letto ebbe dapprima un arredamento abbastanza semplice, con mobili pregiati ma di gusto corrente. Nel 1905 Puccini decise di avere un nuovo arredamento con mobili in parte nuovi, dando però una nuova impronta a quelli già presenti. Prima cosa il bellissimo ed enorme letto in ottone con i comodini sempre in ottone, poi un armadio, un comò, una toeletta, una scrivania, varie sedie, un’angoliera e un piccolo divano con due poltroncine.

Prima di tutto decise di dare un’impronta unitaria all’intera camera e questa fu il colore verde. La tappezzeria è di carta con disegni di un verde chiaro, infine, dal falegname di casa, Scipione Bini (come si legge nell’interno del comò), naturalmente sotto la direzione del Maestro, tutti i mobili vennero accuratamente verniciati di verde, il tutto fatto con grande perizia e gusto. I mobili ci sembravano verdi dalla nascita. Ma , osservandoli meglio, ci si accorse che il verde era stato aggiunto su mobili di vari stili e provenienza. Il pavimento era coperto da un linoleum verde marmorizzato, che purtroppo non ha resistito all’età.

Nella stanza ci sono cinque finestre che allora si affacciavano sul giardino e sul lago, poi parzialmente cementificato. Le mantovane originali sono state recuperate. Completano l’arredamento tre meravigliosi pannelli di lino che servono da imposte interne e dipinte a motivi floreali, probabilmente da uno degli amici pittori. Sono in ottimo stato di conservazione e di grande gusto anche perché certamente non vennero usati a lungo, dato il complicato scomodo meccanismo che serviva per alzarli e abbassarli. Oggi finalmente sono state montate e danno alla camera un aspetto particolarmente elegante.

Simonetta Puccini si augura di poter completare il restauro del vano scala e delle altre camere da letto in tempi ragionevoli. Sarà così possibile visitare l’intera casa com’era quando era abitata dal grande Maestro.

La nipote di Giacomo ringrazia quanti hanno partecipato al restauro della camera: la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nella persona del presidente Dr. Arturo Lattanzi, i restauratori Marco Pinna, Massimiliano Toni e Luxury White, il prof. Giovanni Godi e l’architetto Glauco Borella della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Lucca per i preziosi consigli, e il professore Peter Apel e lo moglie Elke, membri dell’Associazione ‘Amici delle Case di Giacomo Puccini’, che hanno donato la coperta del letto di Giacomo Puccini. Ma anche le preziose assistenti alla Casa Museo: Patrizia Mavilla e Irene Orlandi.

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