DILETTANTI E PROFESSIONISTI NELLA LUCCA DEL SETTECENTO

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…per sonare alla prima Accademia fatta in casa dello Spettabile Decio Pagnini, nella quale oltre molte Arie di diversi Signori, e Signore fece un bravo Concerto il Signore Galli oboista

La dialettica tra professionismo e dilettantismo percorre marginalmente tutta la storia musicale. Dalla pratica colta e riservata del madrigale cinquecentesco a quella più o meno qualificata e disinvolta dell’amatore di oggi, l’arte dei suoni ha sempre conosciuto, in misura forse maggiore delle arti figurative, questo doppio livello, con intensità, intersecazioni ed esiti diversi secondo i luoghi, le epoche e le circostanze. Può essere dunque alquanto interessante ricercare le testimonianze dell’attività dilettantistica nelle fonti della storia locale, al fine di comprenderne la qualità e l’incidenza tanto sulla vita musicale quanto sulle opzioni aggregative e ricreative.

Nonostante l’assenza di un assetto corporativo che garantisse ai professionisti il pieno sfruttamento del mercato musicale, non si rilevano a Lucca, nei secoli passati, contrasti di tipo concorrenziale derivanti dalla sovrapposizione dei due livelli. È un’eccezione la denunzia che nel 1763 alcuni strumentisti, privatamente associatisi per l’esecuzione di serenate en plein air, sporgevano alla magistratura competente contro certi loro emuli «incapaci come principianti» e tali da screditare la categoria. Così come eccezionale era la creazione di una simile ‘società di servizi’ di cittadini, estranea a coloro che ufficialmente esercitavano l’arte e che una qualche omogeneità di gruppo si davano iscrivendosi alla tradizionale confraternita di S. Cecilia. Ordinariamente, la presenza dei dilettanti in ambito pubblico era regolata dalle prassi organizzative vigenti e controllata dai maestri di cappella.

In tale ambito, principale campo d’applicazione era la chiesa. Tra le cause di impiego di risorse non professionistiche nei servizi liturgici era naturalmente la volontà o la necessità di risparmiare. Accade per esempio in parrocchia di S. Anna allorché, dal 1766, viene a mancare il nobile patrocinatore che aveva sino ad allora sostenuto i servizi musicali della festa titolare. Il primo Giacomo Puccini non può che rammaricarsi per la perdita di un incarico:

S. Anna […] vaca per la morte del Nobil Signore Lorenzo Sardi, che egli faceva fare la Musica: e quest’anno fatta fare un poco di Musichetta da i Contadini, e fattala il Micheli Organaro, sicché spesero poco, e fu poco di buono.

Analoghe certe prestazioni, di cui parla il contrabbassista Baldotti, nella chiesa di S. Pietro Maggiore per la festa di S. Eligio, co’ Violini suonati da quasi tutti Dilettanti; la Compagnia degli Argentieri, che nel vescovo Eligio celebrava il proprio protettore, riservava alla musica un budget modesto. Spesso gli amatori si offrono gratuitamente come rinforzo dell’organico (Puccini: vi fu a suonare la Viola il Bianchi per suo spasso).

Ancora più frequente la loro presenza dinnanzi all’organo, soprattutto nelle feste universali, quando gli organisti titolari hanno difficoltà a servire le varie chiese con cui usualmente sono in rapporto. Troviamo così (sempre attraverso la penna di Puccini) un cancelliere degli Svizzeri di palazzo che suona in S. Pietro il Sabato Santo, o una tal Francesconi di cui mi aveva preventivamente parlato l’Abate Guidotti che avrebbe gradito di suonare, onde io me ne prevalsi (a S. Luca, la notte di Natale). L’organo è del resto strumento capace di appassionare le categorie più impensabili. Al centro di uno dei tanti episodi di traffico organario, susseguenti agli indemaniamenti napoleonici, è addirittura un militare di stanza a Lucca. Dalla Segreteria di Stato del Principato:

Pietro Cilla Comandante la Gendarmeria, desideroso di fare acquisto di un organo a pronto contante, ricorre al Sig. Amministratore Generale del Domanio pregandolo a volere mettere in vendita l’organo di S. Pietro Maggiore* o uno dei due di S. Romano

Chiesa di S. Romano

Chiesa di S. Romano

Se in queste circostanze di pubblica fruizione le prestazioni amatoriali sono, come detto, controllate dagli addetti ai lavori, nella sfera privata sono invece i dilettanti ad attrarre e coordinare la presenza dei professionisti. E non ci riferiamo tanto alle cosiddette «Accademie delle Dame» date nel Palazzo del Principe nei sabati di Quaresima, che coinvolgono musici esterni come il solito Baldotti, quanto ai più consistenti incontri musicali organizzati nelle dimore signorili nello stesso periodo quaresimale (un risarcimento per la momentanea sospensione dei teatri). Riflesso dell’attitudine sociale settecentesca nei confronti della pratica musicale domestica, le ‘accademie’ erano un equivalente del nostro concerto ma offrivano maggiore varietà di contributi e di repertorio. È lo stesso Baldotti a descrivere, dalla fine degli anni Ottanta, le numerose serate musicali date dal nobile Pagnini facendo alternare distinti dilettanti e ‘professori’ lucchesi.

Prima Domenica di Quaresima. Per sonare alla prima Accademia fatta in casa dello Spettabile Decio Pagnini, nella quale oltre molte Arie di diversi Signori, e Signore fece un bravo Concerto il Signore Galli oboista …

E quando, sempre in casa Pagnini, lo spettabile Giuseppe Ghivizzani inizia a eseguire concerti nel Cimbalo suo de’ Piani, e Forti, queste sono addirittura le prime attestazioni dell’uso del pianoforte in Lucca. Ciò testimonia l’importanza della pratica dilettantistica, sullo scorcio del secolo, anche nel nostro ambiente, ove l’appassionato poteva tanto innocuamente farsi ascoltare «per suo spasso» quanto incidere, anche se inconsapevolmente, sul progresso della storia musicale locale.

 

Articolo pubblicato su LuccaMusica cartaceo nel gennaio 2005

* La chiesa di S. Pietro Maggiore venne costruita a partire dal 1515 e fu terminata il giorno di Natale del 1580. Nel 1588 vi venne trasferito un affresco miracoloso del XVI secolo, che era stato dipinto come ex voto dal soldato Francesco Cagnoli su Porta dei Borghi. Il murale venne poi trasferito nel 1813 nella chiesa di San Romano dove attualmente risiede.

La chiesa venne distrutta nel 1806 da Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca, per realizzare una piazza che donasse maggior importanza all’adiacente Palazzo Ducale e che allo stesso tempo porgesse un omaggio a Napoleone, di cui Elisa Baciocchi era la sorella. Nacque così piazza Napoleone. Insieme alla chiesa furono distrutte le abitazioni, le poste e i magazzini del sale.( n.d.r.)

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