A colloquio con… Elio Antichi

Elio Antichi

Come è nata la tua passione di direttore di cori

Dopo essere entrato bambino nel coro parrocchiale di S. Vito, a 16 anni mi iscrissi alla scuola diocesana per organisti e direttori di coro dove sono stato educato e rimasto come insegnante per 8-9 anni (l’attuale Baralli). In quel periodo il parroco del mio paese (S. Vito) mi fece incontrare una ventina di “bamboretti” ai quali alle ore 9 di una domenica di ottobre del 1970 insegnai quattro semplici canti con l’ausilio del prezioso Angelo Bizzarro. Alle ore 10 dello stesso giorno don Vittorio Landucci mi impose di andare a dirigere il coro per la S. Messa. Da quel giorno ho iniziato la mia vita intorno ai cori.

Poi gli studi per baritono

L’attività di baritono è iniziata intorno ai 34 anni, quando decisi di farmi ascoltare e valutare dal titolare della cattedra di canto del Boccherini il quale, bontà sua, riuscì a distruggermi vocalmente in sole sette lezioni. L’incontro poi con Graziano Polidori e susseguentemente con Luigi Roni , mi ha permesso di presentarmi in Italia, Germania, Austria, Scozia, Spagna e Inghilterra,  regalandomi tante e tante soddisfazioni , anche se il mondo della lirica non è il mio mondo. Mi piace cantare ma ……basta così.

Sono quasi trent’anni che dirigi il baluardo, una tua creazione che hai cresciuto con grande passione.

Dopo le esperienze parrocchiali di San Vito, Monte S. Quirico e Capannori fondai il coro In Cammino che andava a ricercare le nuove musiche sacre (a volte mi commuovo a sentire risuonare ancora nelle chiese i brani che avevo proposto oltre 40 anni fa). Una mia scelta di vita mi ha “costretto” ad inventarmi Il Baluardo, gruppo vocale lucchese che, su indicazione di Aldo Tarabella, indirizzai sul canto popolare. Sono passati 28 anni, con oltre 270 brani in repertorio e soprattutto con oltre 600 concerti in Toscana, Italia, Inghilterra, Spagna, Scozia, Svizzera, Germania e in ultimo Slovenia.

Poi il “festival delle orchestre giovanili” (e… “sui sentieri della musica”)

Una bella esperienza che quest’anno stacca il tagliando della sedicesima edizione. Gruppi da tutte le parti del mondo che inseriti anche nell’altro mio festival, quello dedicato ai cori …sui sentieri della musica giunto quest’anno alla 15a edizione, ha potuto accogliere principalmente a Lucca e in Toscana oltre 270 ensemble provenienti da Stati Uniti, Canada, Sud America, Europa, Giappone, Australia. Gli abitanti di Lucca, i graditi ospiti e i ristoratori mi sono molto riconoscenti. Altri no, o almeno non lo fanno vedere. E’ comunque bello verificare che chiunque viene a Lucca ed esegue musica di un compositore lucchese, che sia Guami, Catalani, Boccherini, uno della famiglia dei Puccini o perché no, di un autore contemporaneo, riceve un attestato personalizzato molto apprezzato dai cori e dalle orchestre partecipanti. La differenza tra il dire e il fare…

Inoltre hai creato il coro dei bimbi del sole

Sono oltre 20 anni che lavoro con i piccoli delle scuole elementari. Prima di Valdottavo, poi di Capannori, S. Lorenzo a Vaccoli e Santa Maria del Giudice. Ora in proprio. E’ bello mettersi al servizio dei più piccoli, così come è bello vedere i propri piccoli essere ammessi immediatamente al Pucciniano di Torre del Lago, al Maggio Fiorentino, al Teatro Verdi di Pisa, al Teatro del Giglio di Lucca, all’Istituto Musicale Boccherini. Vedere i propri bambini passare tutte le audizioni per entrare nel coro delle scuole medie o del liceo, è una gratificazione immensa.  Cosa vuoi che siano le poche ore che mi dedico a loro se questo è il risultato!

Se non ricordo male hai pensato anche al periodo natalizio (premio cesarin’ der viviani e befanata)

Quando 28 anni fa iniziai con Il Baluardo, chiesi al mio grande e immenso amico Cesare Viviani di appoggiare il mio progetto di riportare il canto della Befana nel centro storico e lui, non solo lo appoggiò, ma scrisse “La Befana a Lucca drento dopo esse stata a Lucca fora”. La mise in musica il caro Angelo Bizzarro e da quel 5 gennaio noi siamo sempre ripartiti con il carretto per cantare la Befana e per regalare due caramelle ai bambini. E’ nato poi il premio letterario dedicato a Viviani, al quale partecipano da tutta Italia e che ha prodotto fino ad oggi oltre 25 befanate, musicate dai nostri principali compositori lucchesi come Pratali, Tarabella, Pieruccini , Cipriano, Masini, Rapezzi , Antichi (si proprio io), Cinquini, Razzuoli, Maggini, senza dimenticare Guglieri di Imperia e Podestà di Roma.

Inoltre hai pensato ai giovani meritevoli del “boccherini “ (premio la Zietta)

Il premio la Zietta fu inventato per ricordare la zia di Claudia (mia moglie) che ogni tanto ci dava un sostegno economico, pur abitando a Bolzano, ma adorando il nostro coro. Fu una maniera per dirle grazie, andando ad aiutare dei ragazzi talentuosi del nostro Istituto Musicale, lasciando decidere la scelta al Direttore. Noi ci siamo limitati a staccare l’assegno, (un piccolo assegno) che permetteva ai nostri bravi ragazzi di non pagare almeno i libri quell’anno.

Dimentico qualcosa?

Si, la cosa più bella che sono riuscito a fare nei miei primi 63 anni di permanenza sulla terra. L’esperienza di Gioviano! Poter ospitare gratuitamente per una settimana 30 giovani musicisti provenienti da tutta Italia, presentati dai loro insegnati, fornire loro maestri del nome di Ragghianti, Soldati, Mealli, Puxeddu, permettere loro di fare musica d’insieme e concerti tutte le sere nei vari paesi è stata una cosa stupenda di cui ancora, e sono passati diversi anni, molti ragazzi mi ringraziano. Non aver potuto dare seguito a questa splendida esperienza per soli, dico soli 10.000 € mi fa ancora male. Sono certo che il Comune di Borgo a Mozzano e il paese di Gioviano hanno perso l’occasione della vita. Così come sono certo di non aver potuto dare continuità al progetto più bello che sinora sono riuscito a inventare.

Una miriade di attività, tutte meritorio e dedicate particolarmente ai giovani

Si a giovani ma non solo. La mia musica è rivolta anche a coloro che sono meno giovani ma che hanno la voglia di imparare a cantare assieme, a stare assieme agli altri, perché in un coro, in un orchestra… “si vince” tutti assieme. Puoi fare splendidamente la Sinfonia dal nuovo mondo di Dvorak, ma se il timpanista sbaglia l’entrata… addio! Così è la musica. Io non invento niente. Un musicista non inventa niente, si impegna a migliorarsi sempre, sempre. Amo definirmi un manovale della musica, ben sapendo che serve anche un manovale perché un edificio possa crescere.

Una versatilità e una mente in fermento dalla quale dobbiamo aspettarci molto presto altre attività legate alla città di lucca?

Sto invecchiando e ho sempre meno voglia di proporre, anche perché per gli interlocutori attuali e passati (leggi amministratori) la cultura non ha senso, non serve. Poi una mia considerazione amara: un ragazzo che si macera nello studio di uno strumento e arriva a presentare un concerto splendido, tecnicamente molto difficile, riesce a mala pena a raccogliere 100 persone, mentre coetanei che niente hanno a che fare con la musica, raccolgono migliaia di persone paganti e in delirio per cose per lo più inascoltabili. Siamo nel periodo in cui il rumore sta vincendo sul suono. Un vero peccato!

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