STORIA DEL CONTRABBASSO A LUCCA (seconda parte)

Contrabbasso

Contrabbasso

Nell’ultimo numero di giugno di LuccaMusica abbiamo compiuto una panoramica della scuola contrabbassistica lucchese e italiana. Pur brevemente si tratta di alcuni esempi di strumentisti che operarono come compositori, docenti e animatori della vita musicale : una lettura parziale quanto significativa storicamente per capire alcuni aspetti psicologici e sociologici del mondo musicale.

Negli anni in cui il giovane Luigi Boccherini studiava all’Istituto Musicale Pacini di Lucca con Francesco Domenico Vannucci, bonariamente imperversava a Lucca  Padre Giovanni Domenico Baldotti, sacerdote ed insegnante, musico della Cappella palatina, valente e attivo contrabbassista, il quale, come ci appare dal Suo quaderno di spese  “ Musiche , paghe del Principe ed altro”  giacente presso la Biblioteca dell’ Istituto Musicale Luigi Boccherini e da alcune lettere conservate nell’Archivio storico di Stato, fu una figura irripetibile caratterizzata da una straordinaria passione per la musica e da una non comune meticolosità.

Nacque a Lucca secondo fonti diverse nel 1717, o più probabilmente nel 1715, studiò musica nel seminario di San Martino insieme al violoncello che sapeva suonare, anche se poi scelse di dedicarsi al contrabbasso oltre ovviamente ai voti ecclesiastici. Morì il 21 aprile 1791 alle ore 20 per apoplessia nella Chiesa di San Pietro Maggiore mentre celebrava la S. Messa.

Dal suo manoscritto riportiamo alcuni frammenti del 1787:

Antonio Puccini

Antonio Puccini

A dì; 11.12.13. giugno. Le tasche (1). Quanto alla composizione del libretto, questo fu fatto dallo spettabile signore Alessandro Ottolini . La Musica della prima giornata del Signore Pasquale Soffi, della seconda del Signore Antonio Puccini (2), della terza del Signore Abbate Domenico Quilici. Il primo discorso fu recitato dallo Spettabile Signore Orazio Donati Saminiati, il Secondo dallo Spettabile Signore Francesco Guinigi. Nota come essendo il soprano Balelli nella Cappella andato in Londra fino nel Novembre del Passato Anno 1786. A sue spese fu fatto venire Giacomo Veroli da Firenze, al quale furono dati n. 18 Zecchini, e preso, e rimesso in Firenze. Nel terzo giorno vi fu concerto nuovo del Signore Romaggi. Il sopradetto Veroli fu anche trattato quanto nel vitto, e letto a spese del suddetto Balelli: quanto agli signori Assortitori entrarono alle ore 21.1/2 ed uscirono alle ore 9.3/4. Io ebbi al solito la Licenza dell’accompagnamento del cassettino dall’Illustrissimo Signore Anziano Giuseppe Orsetti, come Arcideclino Maggiore. Nota come nella musica della terza giornata essendovi un’aria con il violoncello, ed oboe per comodo, ed unione del violoncello io mi posi al posto del violoncello, ovvero sopra la Finestra e feci passare al mio posto con lo Scrannone il Bandettini,  dove venne anche l’oboe Galli per maggiormente potersi unire. Io vi sonai comodamente, procurando che il maestro di cappella stasse distaccato dal Cimbalo con la Vita. Tutte tre le funzioni andarono bene. Nota come il Bandettini vi portò un leggio di cartone, che pose sovra la cantoria per potere accompagnare comodamente la sopraddetta aria ed il Concerto.

Quindi non solamente note di spese, ma una descrizione particolareggiata di usi e consuetudini sulla realizzazione della musica, la sua strumentazione, la posizione degli strumenti, aneddoti, notizie sugli artisti e sulla vita della città. Un vero e proprio manuale sull’epoca musicale lucchese che meriterebbe una pubblicazione integrale come strumento musicologico , ma anche per la facile lettura dei semplici appassionati della storia lucchese.

Lucca viveva un’attività musicale intensissima, ma soprattutto ogni momento della vita civile, politica, religiosa era accompagnato dalla musica in modo più o meno solenne, ma sempre presente: ogni giorno nelle chiese di San Martino, San Michele in foro, San Giovannetto,  Santa Maria Corteorlandini, sede di un importante oratorio, Santissima Maria de Servi, il nostro sacerdote era presente insieme all’organo, al canto o al coro, con altri strumenti che esso stesso dal 1738 invitava come facente funzione di “capo orchestra”.

S. Maria Corteorlandini

S. Maria Corteorlandini

Oltre alle occasioni solenni,  la musica  e Padre Baldotti erano presenti alla vestizione delle monache, alle veglie, agli oratori, alle novene, ai notturni, alle litanie della Rosa, alla gita delle reliquie, alle Accademie di Belle Arti, nei seminari, durante le feste private delle famiglie patrizie, alle cantate per le Tasche, e nei diversi teatri  della città e  persino alla funzione per un fulmine nella casetta della polvere … E non soltanto potevano essere richiesti cori, musica strumentale, ma venivano commissionate nuove composizioni d’occasione. Dobbiamo pensare che non essendoci la televisione, un opera come l’Armida del Traetta veniva replicata con successo trentasette volte, in una città che all’epoca contava circa ventimila abitanti.

Così il Baldotti non poteva essere sempre presente e ricorreva a dei sostituti: il cugino Giovannetti o il Bonaccorsi con cui arrivò alla polemica perché non gli aveva lasciato l’indennità  per il porto del contrabbasso, ma la tratteneva come percentuale del sub-impiego. Ma anche con il Bonaccorsi si risolse tutto nel migliore dei modi, senza l’intervento dei SS. Direttori.

Gran lavoro dunque per i contrabbassisti, che dovevano sostituire l’organo o il violoncello durante le funzioni e i cori. Una pratica storicamente interessante e non nuova, che può certo dare maggiore significato alle recenti prassi esecutive del basso continuo e farci capire quanto ancora per tutto il settecento le occasioni e le condizioni della commessa determinassero l’organico dell’esecuzione. Le paghe erano scarse. Il porto del contrabbasso di 0,6 lire era affidato al buon senso, ma spesso nemmeno i frati lo riconoscevano e il Baldotti si lamentava della loro insensibilità, di fronte al sacrificio di un sacerdote, musico stimato e per di più non giovane , di doversi portare addosso il contrabbasso per la città. I lunghi e avventurosi viaggi in barca sul Serchio e per i canali d’acqua del Padule per raggiungere la residenza di Casimiro del Rosso, ricco mecenate di Bientina, il maltempo che lo costrinse a restare a dormire a Sarzana su una sedia col contrabbasso ai piedi, senza una coperta e dopo aver suonato tra gli spifferi gelidi dell’organo, sono il colore di un epoca lontana forse perduta in cui si rintracciano tanti elementi legati alla vita dei musicisti di ieri, ma anche di oggi.

Peccato non soffermarsi su Ferrante Manfredi, musico della Cappella Palatina o su Francesco Massagli, primo insegnante di contrabbasso all’Istituto Musicale Pacini o Matteo Quilici violoncellista della Cappella Reale, maestro di coro e istruttore, contrabbassista stimatissimo, o ancora su Luigi Orsolini, Maestro insigne della Banda Strumentale del Palazzo Civico di Lucca, su Germano e Francesco Bandettini che ricevettero incarichi ed elogi particolari oltre quello di essere musici del Governo di Lucca. Questa tradizione vive identica oggi attraverso Alessandro Barattini, Gabriele Ragghianti, Sergio Grazzini , Paolo Tommasi che proprio a Lucca ha fondato  La Societ&agrave del contrabbasso in contatto con le gemelle società americane ed inglesi e con i maggiori conservatori italiani. Il maestro di questi ultimi è Adolfo Farnesi, ed è  stato primo contrabbasso all’orchestra di Lima nel Perù per anni,  prima di insegnare a Lucca.

 

Paolo Tommasi

Paolo Tommasi

  1. Le Tasche : elezioni degli Anziani nella antica Repubblica lucchese
  2. Antonio Puccini: secondo esponente della famiglia Puccini (Lucca 1747- 1832), figlio del capostipite Giacomo (Celle di Pescaglia 1712- Lucca 1781)

 

Articolo pubblicato su LuccaMusica cartaceo nel mese di luglio del 2003

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