A colloquio con… Paolo Carlini

Paolo Carlini

Una grande gioia ascoltarti nel suggestivo ambiente della pieve di S. Michele di Corsanico

E’ stato un piacere per me essere ospite del Festival Internazionale di Corsanico dove credo non sia stato mai tenuto un recital per fagotto e pianoforte

Posso affermare che sei un artista versatile, nel senso che passi con disinvoltura dal barocco al contemporaneo?

Amo molto passare dall’attività orchestrale (il fagotto è strumento prettamente d’orchestra) alla musica da camera e alle esibizioni come solista. Esiste un considerevole repertorio che va dal barocco (Vivaldi ha scritto ben 39 Concerti per fagotto solista) passando poi per il ricco repertorio classico. Il romanticismo invece porta più soli al fagotto nel repertorio orchestrale, ma meno opere solistiche, mentre vi è poi una ripresa di interesse nei riguardi del fagotto dal novecento in poi.

… e il linguggio del jazz?

Di Jazz posso affermare di non occuparmene, né tanto meno di improvvisare. Ho tuttavia avuto il piacere di collaborare in modo stretto con Giorgio Gaslini ed Enrico Pieranunzi. Entrambi mi hanno dedicato due brani per fagotto e pianoforte, che ho poi inciso, nel caso di Pieranunzi, con lui stesso al pianoforte.

Ho assistito anche a tue brillanti performance tutto da solo

Ricordo con piacere il concerto per fagotto solo che ho effettuato recentemente a Lucca per l’associazione di musica contemporanea CLUSTER. Mi capita spesso di esibirmi da solo ed in questo contesto spiego i brani che propongo per farne comprendere a pieno le caratteristiche e le potenzialità del fagotto

Un ottimo feeling con la musica contemporanea…

Da sempre mi occupo di musica contemporanea che ritengo un settore vitale, ricco di personalità e di grande profilo in tutte le generazioni. Mi ha sempre interessato e stimolato il rapporto di lavoro con il compositore nel processo di creazione di una nuova composizione. Ho avuto l’onore ed il piacere di aver collaborato con Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Jean Francaix, Sofia Gubaidulina ed essere dedicatario di opere solistiche di Azio Corghi, Luis de Pablo, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Ludovico Einaudi, Giorgio Gaslini, Nicola Sani, Giancarlo Cardini e molti altri.

Qualche recente “prima assoluta”

A maggio ho presentato in prima assoluta Arie Virtuose per fagotto e  orchestra d’archi di Azio Corghi al Teatro Petruzzelli di Bari e prossimamente effettuerò la prima assoluta del concerto per fagotto e orchestra di Ivan Fedele al Teatro Carlo Felice di Genova, mentre a fine luglio è uscito il mio nuovo CD Virtuosismi contemporanei per fagotto per EMA Vinci Records nella collana SIAE Classici di Oggi, dove presento brani a me dedicati di Azio Corghi, Carlo Boccadoro, Claudio Ambrosini, Marcello Panni, Carlo Galante, Andrea Portera, Umberto Bombardelli, Marco Betta.

Il mondo musicale ti vuole bene

Sì posso confermare la tua affermazione e lavoro con tante soddisfazioni in tutti i settori: da quello concertistico alla ricerca e a quello didattico.

In realtà hai un sensibile rapporto con i tuoi allievi

Insegno con grande impegno e soddisfazione dal 1985, ed oggi ho allievi che ricoprono posti   in importanti orchestre: Mozarteum Orchester Salzburg, Armenia National Philharmonik Orchestra, Orquesta Sinfonica de Yucatan, Orchestra Sinfonica Siciliana,Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra Haydn di Bolzano. Inoltre molti miei ex allievi sono ora docenti in numerosi Conservatori. Questo mi gratifica molto e mi rende particolarmente orgoglioso.

Se dovessi scegliere tra l’insegnamento e i concerti…?

Non so rispondere. Le due attività sono complementari specie per uno strumento come il fagotto   dove il grande repertorio si affronta principalmente in orchestra. Riportare nell’insegnamento questo tipo di esperienza diventa fondamentale per la formazione dei nuovi fagottisti.

Quest’anno celebri i trent’anni di attività con l’orchestra della toscana. un bel traguardo!

E’ vero! Trenta anni e non sentirli! In orchestra capita spesso di rieseguire a distanza di tempo opere e sinfonie, ed ogni volta mi rendo conto del processo di maturazione musicale e strumentale che l’attività ininterrotta favorisce, così come del sempre fresco approccio con la partitura musicale.

Hai suonato con i più grandi direttori al mondo. Ricordi un aneddoto in particolare?

Certamente: quando Claudio Abbado a fine di una prova con l’Orchestra Mozart è venuto al mio leggio e mi ha salutato dicendomi: < Io sono Claudio come ti sembra sia andata la prova? Diamoci del tu…> Ho avuto un attimo di esitazione, poi mi sono dovuto buttare altrimenti non sarei mai stato capace di passare al tu !!!

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