A colloquio con…

intervista Agosto

UN CONCERTO CON UN ENSEMBLE INUSUALE

Sono sempre stata innamorata del Trio di Brahms, l’unico scritto per il corno dal compositore tedesco e composto quando morì sua madre. Un brano pertanto carico di espressività e di pathos, specialmente nel sensibile terzo movimento. In Australia ho conosciuto  Martin Owen, uno dei più apprezzati cornisti del mondo,  e abbiamo deciso di suonare assieme. Con l’aggiunta della pianista Maria Perrotta  la formazione di Trio è divenuta  automatica  e abbiamo impostato questo programma per il concerto di Pieve a Elici, luogo affascinante e suggestivo.

 

…CON UN OCCHIO DI RIGUARDO ALLA MUSICA DEL ‘900

Assolutamente! Una delle ragioni che ha portato alla formazione di questo Trio era anche quella di inserire il  raro Trio di Ligeti che riporta un omaggio a Brahms in maniera molto originale e con il suo particolare linguaggio musicale, che ha segnato uno spartiacque nella carriera del compositore.

 

SENZA DIMENTICARE LA MUSICA CONTEMPORANEA…

Fino al romanticismo la musica che veniva eseguita era quella contemporanea. E’ importante stare attenti a quello che ci circonda nel mondo della musica. Specialmente quando i nuovi brani provengono da giovani talenti!

 

DI RILIEVO LA SUA PARTECIPAZIONE AL “PAGANINI” DI GENOVA, RISULTANDO LA PRIMA FINALISTA FEMMINILE ITALIANA NELLA STORIA DI QUESTO RINOMATO CONCORSO

In realtà ho avuto anche il premio come la più giovane concorrente. Avevo diciotto anni e mi iscrissi con la tipica ingenuità che contraddistingue quell’età. Devo ammettere che questa partecipazione mi ha aperto le porte del successo e mi ha notevolmente spronato a intraprendere questa carriera.

 

RIMANENDO NEL CAMPO FEMMINILE: IL SUO RAPPORTO CON LA CASA DI MODA VERSACE

E’ per me un onore rappresentare nel mondo un’eccellenza del Made in Italy. Questo mi permette di cambiare vestito ad ogni concerto e sinceramente mi sento orgogliosa di indossare l’alta moda italiana.

 

RITORNIAMO ALLA MUSICA CON IL PRESTIGIOSO CD DEI 24 CAPRICCI DI PAGANINI DA LEI INCISO NEL 2012 PER LA DEUTSCHE GRAMMOPHON

Credo che nel campo violinistico non ci sia niente di paragonabile per bellezza e difficoltà. E’ stato per me un impegnativo scontro con i propri limiti che alla fine mi ha reso orgogliosa. Ritengo che Paganini esprima al meglio il lirismo italiano. La sua maniera nel trattare lo strumento è operistica e nei “miei” Capricci ho cercato di valorizzare al massimo la cantabilità.

 

LA SUA CARATTERISTICA PRINCIPALE È LA SPLENDIDA QUALITÀ DEL SUONO. QUANTO INFLUISCE POTER SUONARE UNO STRUMENTO D’EPOCA COME IL SUO VIOLINO DI FRANCESCO RUGGERI DATATO 1697?

Diciamo che è un misto tra la padronanza tecnica e lo strumento. I violini antichi hanno la loro storia, il loro vissuto e per esprimersi al massimo devono aver vibrato per decenni o secoli, come in questo caso. Sembra quasi che ogni strumento barocco abbia  una stratificazione di memoria acustica che rimane ben impressa nel legno. Sta poi all’esecutore “tirare” fuori il tipo di suono che possa supportare e arricchire il proprio.

 

MUSICA E SPORT, UN BINOMIO CHE L’HA VISTA PROTAGONISTA NEL SUO CONCERTO DEL 2014 AL TEATRO MUNICIPAL  DI RIO DE JANEIRO IN OCCASIONE DELL’APERTURA DELLA COPPA DEL MONDO DI CALCIO IN BRASILE

E’ stata la mia unica esperienza di questo genere con parentesi anche divertenti, compresa l’intervista della Gazzetta dello Sport. Una bellissima occasione di un evento diplomatico, organizzato dalla Ambasciata Italiana  in Brasile, che mi ha permesso di suonare lo Stradivari “Vesuvius”, messomi a disposizione per l’occasione. Anche in questo caso mi sentivo orgogliosa di esportare all’estero un’eccellenza italiana.

 

RIMANENDO NELLO SPORT: PRATICA QUALCHE DISCIPLINA?

Da piccola facevo ginnastica artistica poi le ore di studio del violino sono aumentate in maniera considerevole e non mi hanno più consentito di allenarmi con assiduità. Una scelta inevitabile abbandonare l’attività sportiva! Abito sul Lago di Como e questo mi permette, appena posso, di correre lungo i percorsi intorno al lago o di fare passeggiate per i monti vicini. Una maniera salutare per ricaricare energie.

 

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